martedì 15 dicembre 2015

ELIA



Ad un certo punto è nato mio figlio!
Tutto è cambiato da allora.
Per spiegare questo evento che ha cambiato tutta la mia vita pubblico qui sotto il testo di un libricino che ho scritto per lui e che gli ho regalato per il suo settimo compleanno.
Questa storia racconta molto bene tutto ciò che è successo e che continua a succedere.

ELIA


Un giorno, quando ero bambina, sono andata in bagno mi sono guardata allo specchio e mi sono data un appuntamento, mi sono detta “fra vent’anni ci vediamo allo specchio e tu mi vedrai come sono adesso e io ti vedrò come sarai diventata”.
Da grande mi sono guardata allo specchio e ho visto com’ero, così ho deciso che era proprio il momento di fare arrivare il mio bambino.

Il mio bambino mi ha detto che lui è sempre esistito, lui era con me anche prima, ma io non lo vedevo perché era piccolissimo, si nascondeva sotto il divano. Forse un po’ io sapevo che era in casa perché a volte gli parlavo e dicevo “ma quando entri nella mia pancia? Sono stanca di aspettare”, ma forse lui aveva altro da fare in quei giorni e non aveva molta voglia di chiudersi per nove mesi dentro la mia pancia.

Io desideravo tanto che arrivasse allora una notte ho sognato che avevo una perla bellissima, il giorno dopo con la mia bicicletta sono andata in piazza dove c’era un gioielliere e ho comperato una perla che ho attaccato a una catenina e ho portato al collo.
Il mio bambino mi ha raccontato che mentre dormivo mi è entrato nel naso e da lì poi è arrivato fino alla pancia.
Dopo qualche giorno ho vomitato molto e ho pensato di aver mangiato uno yogurt avariato ma invece ero incinta. Da quel momento mi è sembrato tutto diverso, non ho più capito niente, ero felice più di tutti e tutto brillava e luccicava.

Il mio bambino dice che prima di me aveva una mamma molto cattiva con i capelli neri.
Non so bene cosa pensare.

A un certo punto nella pancia mi sembrava di avere un pesciolino che nuotava, e l’odore della pizza mi faceva vomitare, eppure facevo la cameriera nella pizzeria di mio papà.
Un giorno alla televisione ho visto Alien e mi sono molto impressionata.

Quando la mia pancia era cresciuta ho letto su un libro che il mio bambino poteva sentire i suoni così lo portavo a sentire vari concerti perché così poteva ascoltare un po’ di musica altrimenti che noia nove mesi in silenzio.
Così in quel periodo avevo quattro orecchie: due sulla testa e due nella pancia.

Di notte spesso lo sognavo e mi ricordo un sogno dove mi veniva a trovare la mia amica Donatella, il mio bambino era già nato ma era piccolissimo, come il dito di una mano, era sul letto e la Donatella si sedeva e lo schiacciava io mi disperavo ma poi non si era fatto niente.

Una notte ho sentito che stava per nascere allora ho svegliato il suo papà e tremavo così tanto che quasi si muoveva il letto. Siamo corsi all’ospedale e non sto qui a spiegare bene come, ma il mio bambino è nato.

L’ho chiamato Elia, come uno scrittore che amo tanto.

Mi hanno portata nel mio letto ma Elia stava facendo la visita di controllo e non me lo portavano mai, e io chiedevo a tutti “quando mi portate il mio bambino?” L’ho chiesto tantissime volte, finché un’infermiera è entrata con un bambino me l’ha dato in braccio e io non ho potuto più credere e pensare ad altro che a lui. Ci siamo guardati negli occhi e io ero meravigliata di aver fatto un bambino così bello. La sua testa era molto rotonda e io e il suo papà lo chiamavamo pisellino come il figlio di Olivia di Braccio di ferro.

Quando sono tornata a casa dall’ospedale me lo hanno dato e pensavo che fosse incredibile il fatto che questa cosa meravigliosa la potessi portare a casa con me, gratis, era mio, era il mio bambino.

Elia ha cominciato a parlare molto presto e le maestre dell’asilo nido mi dicevano che era un bambino speciale che avrebbe fatto grandi cose, ma io già lo sapevo che era un bambino speciale e un giorno ho scritto una storiella su di lui che si intitola “Bambino Magico” che adesso trascrivo:

BAMBINO MAGICO

Conosco un bambino che è magico, ha gli occhi rosa, perché è innamorato.
Mi ha raccontato che prima non aveva le mani, poi le ha comprate, ha scelto le più belle, le più bianche, le ha pagate cento mila lire. Questo bambino fa delle magie molto grandi a volte quando mi guarda negli occhi succede una magia.
Una grossa magia è che lui sa volare e a volte mi dice “Su dai, sali, vola con me nel mio nido”
Lui mi ha raccontato che è un pittore, un Placerias pittore, la sua casa si chiama colore. Mi ha raccontato che dentro la sua casa c’è il suo bambino, e anche il suo bambino è pittore. Poi ha tentato di spiegarmi che c’è un colore che è diverso, è liscio, e ha aggiunto “sentirai come è liscio”.
Io non capisco tutto quello che mi dice perché è troppo magico per me.

Elia quando era piccolo mi stupiva sempre con delle storie meravigliose, mi raccontava dei suoi voli, del suo nido, e un giorno mi ha detto che mi avrebbe fatta volare, mi avrebbe tagliato quelle brutte braccia che avevo e mi avrebbe attaccato le ali per volare con lui.

Ancora adesso racconta delle storie molto belle e mi fa vedere delle cose che io non vedo: palazzi che in realtà possono diventare montagne, macchine che possono diventare dinosauri, e molte altre cose.
A volte litighiamo molto, ma io so che poi tutto tornerà come prima.

L’atro giorno mi ha detto che da grande farà lo scrittore.
Un giorno siamo rimasti chiusi fuori di casa ci siamo seduti sul gradino del portone a parlare e Meo ha tentato di scappare allora lui ha inventato un titolo per un racconto “Il gatto fuori dal cortile” e poi ha detto “dalle cose più banali possono nascere dei racconti”.
Un giorno invece io e Andrea eravamo in cucina a preparare da mangiare lui è entrato e ci ha detto “ho inventato una barzelletta” adesso la scrivo:
“Una donna sposa uno scheletro, lo scheletro dice alla moglie io farò tutto quello che vuoi ma l’unica cosa che ti chiedo è di non prendere mai un cane”.

Questo libricino che ho scritto è per te mio bambino adorato, ho scritto le cose più belle che ricordo, ma sono solo alcune, perché altrimenti avrei dovuto scrivere un libro molto grosso.
Ho pensato di farti questo regalo per farti sapere che il 2 ottobre del 1997 è stato il giorno più bello della mia vita perché sei nato tu, per farti sapere che sei la persona più speciale della mia vita, e poi così non ci dimentichiamo alcune cose che ogni tanto ci raccontiamo, un po’ come l’uomo dentro al tunnel del vento con una bocca molto grossa che ci fa sempre ridere.
Questo libricino serve anche per ricordarti che la cosa più importante è che sei una persona speciale e non devi mai cercare di essere diverso da quello che sei, e che io sarò sempre pronta ad aiutarti anche se sono una mamma un po’ pasticciona.
Ti voglio tanto bene

La tua mamma pasticciona



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