venerdì 20 novembre 2015
Contatto
Ad un certo punto io e le mie due colleghe abbiamo deciso di licenziarci dal Teatro Due e di creare una agenzia di comunicazione.
L'abbiamo chiamata Contatto e il simbolo era una mano aperta.
Eravamo in tre, io mi occupavo della parte creativa e della parte grafica, MG e S. si occupavano dell'ufficio stampa, dei contatti e della parte amministrativa.
Ma un po' tutte facevamo tutto.
Abbiamo trovato un ufficio molto bello in una casa di un famoso architetto, che adesso non ricordo, nella periferia di Parma, e abbiamo fatto un'inaugurazione grandiosa nel piano superiore del palazzo che ci hanno prestato per l'occasione.
Io ero felice, molto felice.
Eravamo piene di ideali, di energie, tutto ci sembrava possibile, e lo era.
Avevamo idee grandiose, non ci ponevamo nessun limite.
Era bello lavorare, non sembrava lavoro. Sceglievamo che lavori fare, con chi lavorare, come lavorare, con i tempi che ci sembravano giusti e tutto veniva sempre festeggiato, ogni incontro, ogni lavoro.
Questo stato di cose è continuato credo per circa un anno, io nel frattempo andavo avanti con mia cognata a cucire esserini e a venderli ai mercatini o agli amici.
E' stata S. che ad un certo punto ha proposto di far diventare gli esserini una parte del nostro lavoro, di fare un sito internet e provare a venderli in grande, trovare delle sarte, stampare un libro con le storie...
Era il 1997 e ancora la vendita su internet in Italia non era entrata nella vita delle persone, non esistevano i social networks e tutto era ancora abbastanza agli inizi, però cominciammo a muoverci per capire come realizzare questa cosa.
Nel frattempo avevamo realizzato un progetto a cui le mie socie tenevano particolarmente, un libro che si intitolava "I Maestri", era una raccolta di interviste a personaggi famosi, di intellettuali, di registi, attori, direttori d'orchestra...
Al libro avevamo anche allegato un CD con le musiche scritte e registrate dal mio fidanzato.
Ogni progetto che ci passava per la testa, lo facevamo partire e riuscivamo a realizzarlo.
Durante la realizzazione del libro I Maestri, cominciammo a pensare al libro sulle guaritrici, che naturalmente sarebbe partito da Dosolina e a lei sarebbe stato dedicato, infatti all'interno de I Maestri compare già un'intervista a Dosolina.
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