lunedì 12 ottobre 2015
Dosolina
Avevo 26 anni.
Nel 1996 avevo solo 26 anni.
Sono passati 20 anni.
Sapevo cosa volevo, cosa ero, cosa volevo essere. Ero così caparbia e sicura che nulla metteva in discussione la mia anima.
Dovevano succedere ancora tante cose e io non lo sapevo. Non sapevo che avrei messo in discussione tutto, persino la mia anima.
Adesso parlerò di Dosolina, la signora che viveva vicino a casa mia, la signora che quando ero piccola faceva le pulizie nel ristorante dei miei genitori, che era stata amica di mia madre quando era una ragazza e che ho visto morire quest'anno.
Dosolina era una guaritrice, con riti antichi segnava le storte, il fuoco di Sant'Antonio (chiamato anche Fuoco Sacro) le botte, il mal di pancia e il malocchio.
Questo antico potere le era stato tramandato dalla zia e quando io avevo 26 anni decise di passarlo a me, perché non aveva nessuno a cui passarlo, perché questa cosa importante non voleva portarsela nella tomba. Così a Dicembre un giorno mi ha detto che voleva passarmelo, così il giorno della Vigilia di Natale sono andata a casa sua al mattino presto a digiuno e mi ha insegnato come fare.
Io ero onorata, ma pensavo che non avrei mai segnato nessuno, non mi sentivo in grado di farlo.
Dosolina era una donna umile, gentile, mi voleva bene e mi ha fatto un grande dono, per renderle onore e per rendere onore a tutte le donne come lei dopo qualche anno ho iniziato un progetto di ricerca di donne guaritrici per realizzare un libro (di cui parlerò più avanti) il progetto è durato tantissimi anni prima di essere trasformato in un libro, io ero preoccupata che potesse morire prima che riuscissi a pubblicarlo, ma ce l'ho fatta, il giorno in cui è stato stampato sono uscita dalla tipografia e sono corsa in macchina a portarglielo, e lei mi ha detto: Grazie, adesso posso morire.
Quest'anno l'ho rivista all'ospedale, nello stesso ospedale dove era ricoverata mia madre, era molto invecchiata era triste, voleva tornare a casa, si lamentava e mi diceva: Guarda come sono ridotta.
Ogni volta che andavo da mia madre passavo anche da lei, ma sembrava sparire ogni giorno sempre di più, era magra e la sua testa non era più lucida.
Mi ha detto: Viaggia, fai tante cose, non fermarti.
Poi un giorno è morta.
Il giorno stesso una signora mi ha telefonato per farsi segnare il Fuoco di Sant'Antonio.
Io l'ho segnata ed è guarita.
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