martedì 28 luglio 2015
Un foglio di carta
Nel periodo in cui ho lavorato a Roma per realizzare l'immagine dello spettacolo "La Dodicesima Notte" di Corsetti, dovevo collaborare con il fotografo che faceva le foto di scena.
Un giorno il regista mi disse di chiedere al fotografo le foto che mi servivano per la brochure, le foto dovevamo essere fatte in pose specifiche che servivano per l'impaginato.
Io ero alla mia prima esperienza di lavoro e non sapevo che esistevano certi assurdi meccanismi e così molto ingenuamente chiesi al fotografo di fare le foto che mi servivano.
Il fotografo però era un signore di circa sessant'anni, un noto fotografo romano. Così fece le foto ma con un atteggiamento un po' rabbioso. Dopo qualche giorno andai a casa sua per ritirare le foto e me la fece pagare.
Quando entrai cominciò a rimproverarmi, dicendomi: Chi ti credi di essere? Io sono un grande fotografo, ho lavorato con questo e quest'altro, sono famoso, e tu mi ordini di fare delle foto come vuoi tu, ma tu non sei niente, sei solo un foglio di carta...
Questo rimprovero continuò per un tempo che mi sembrò interminabile.
Poi tornai a casa di mia sorella con le foto in mano e nella testa continuava a risuonarmi la frase: Sei solo un foglio di carta.
Un po' c'ero stata male ma la cosa che più mi confondeva era la faccenda del foglio di carta, non capivo che razza di offesa fosse paragonare una persona a un foglio di carta. Poi il fidanzato di mia sorella mi spiegò che era come dire che ero leggera e inconsistente come un foglio che vola via.
Ogni tanto anch'io adesso pensando a certe persone le paragono a un foglio di carta.
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Secondo me dovevi scrivere almeno le iniziali del fotografo: M.N. A Roma lo conoscono tutti quello stronzo merdone.
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