lunedì 21 dicembre 2015
BASTA
Ci sono persone che dicono delle parole, io credo alle loro parole.
Queste stesse persone con il cervello pensano il contrario di quello che stanno dicendo.
Io non lo capisco in quel momento, ma avverto un malessere.
Queste stesse persone poi ti vedono che stai male perché il malessere ti è entrato nel sangue e ti ammali, oppure semplicemente sei angustiata, così ti chiedono ripetutamente: Come stai? Come stai? Come stai?
Allora io rispondo sinceramente: Sto un po' male.
Queste stesse persone allora vogliono sapere perché stai male. Continuano a chiederti: Perché? Perché? Ma perché stai male?
Tu inizialmente non lo sai il perché, allora cerchi nella tua mente il perché, cerchi negli episodi accaduti e dici: Forse per questo o per quello.
Queste persone quando torni a stare bene ricordano tutto quello che avevi detto.
Tu l'hai dimenticato.
Queste persone sono sempre molto attente a quello che dici, a quello che fai, a come ti comporti. Vogliono sapere tante cose di te, della tua vita, ti vogliono sempre aiutare.
Fanno e dicono cose terribili, ma sorridono sempre, dicono cose "per il tuo bene".
Dicono che per te loro ci sono sempre, che quando hai bisogno le puoi chiamare.
Quando hai bisogno hanno sempre un impegno.
Ogni tanto si sbagliano e fanno qualche cosa evidentemente malevola o che svela la loro natura estremamente egoista e così io mi arrabbio e in un impeto di rabbia e lucidità vedo anche tutto il resto e comincio ad elencare con rabbia tutte le ingiustizie ricevute.
Dopo penso: Adesso cambieranno e non mi parleranno più, oppure si dimostreranno arrabbiate. E invece, come se nulla fosse stato, tutto torna esattamente come prima, grandi sorrisi, grande disponibilità ad aiutarti ancora, sorrisi e gentilezze... e ancora: Come stai?
Queste persone amano molto occuparsi di persone in difficoltà, persone sole, persone che soffrono.
Spesso sperano che io stia male per potermi aiutare.
martedì 15 dicembre 2015
ELIA
Ad un certo punto è nato mio figlio!
Tutto è cambiato da allora.
Per spiegare questo evento che ha cambiato tutta la mia vita pubblico qui sotto il testo di un libricino che ho scritto per lui e che gli ho regalato per il suo settimo compleanno.
Questa storia racconta molto bene tutto ciò che è successo e che continua a succedere.
ELIA
Un giorno, quando ero bambina, sono
andata in bagno mi sono guardata allo specchio e mi sono data un
appuntamento, mi sono detta “fra vent’anni ci vediamo allo
specchio e tu mi vedrai come sono adesso e io ti vedrò come sarai
diventata”.
Da grande mi sono guardata allo
specchio e ho visto com’ero, così ho deciso che era proprio il
momento di fare arrivare il mio bambino.
Il mio bambino mi ha detto che lui è
sempre esistito, lui era con me anche prima, ma io non lo vedevo
perché era piccolissimo, si nascondeva sotto il divano. Forse un po’
io sapevo che era in casa perché a volte gli parlavo e dicevo “ma
quando entri nella mia pancia? Sono stanca di aspettare”, ma forse
lui aveva altro da fare in quei giorni e non aveva molta voglia di
chiudersi per nove mesi dentro la mia pancia.
Io desideravo tanto che arrivasse
allora una notte ho sognato che avevo una perla bellissima, il giorno
dopo con la mia bicicletta sono andata in piazza dove c’era un
gioielliere e ho comperato una perla che ho attaccato a una catenina
e ho portato al collo.
Il mio bambino mi ha raccontato che
mentre dormivo mi è entrato nel naso e da lì poi è arrivato fino
alla pancia.
Dopo qualche giorno ho vomitato molto e
ho pensato di aver mangiato uno yogurt avariato ma invece ero
incinta. Da quel momento mi è sembrato tutto diverso, non ho più
capito niente, ero felice più di tutti e tutto brillava e luccicava.
Il mio bambino dice che prima di me
aveva una mamma molto cattiva con i capelli neri.
Non so bene cosa pensare.
A un certo punto nella pancia mi
sembrava di avere un pesciolino che nuotava, e l’odore della pizza
mi faceva vomitare, eppure facevo la cameriera nella pizzeria di mio
papà.
Un giorno alla televisione ho visto
Alien e mi sono molto impressionata.
Quando la mia pancia era cresciuta ho
letto su un libro che il mio bambino poteva sentire i suoni così lo
portavo a sentire vari concerti perché così poteva ascoltare un po’
di musica altrimenti che noia nove mesi in silenzio.
Così in quel periodo avevo quattro
orecchie: due sulla testa e due nella pancia.
Di notte spesso lo sognavo e mi ricordo
un sogno dove mi veniva a trovare la mia amica Donatella, il mio
bambino era già nato ma era piccolissimo, come il dito di una mano,
era sul letto e la Donatella si sedeva e lo schiacciava io mi
disperavo ma poi non si era fatto niente.
Una notte ho sentito che stava per
nascere allora ho svegliato il suo papà e tremavo così tanto che
quasi si muoveva il letto. Siamo corsi all’ospedale e non sto qui a
spiegare bene come, ma il mio bambino è nato.
L’ho chiamato Elia, come uno
scrittore che amo tanto.
Mi hanno portata nel mio letto ma Elia
stava facendo la visita di controllo e non me lo portavano mai, e io
chiedevo a tutti “quando mi portate il mio bambino?” L’ho
chiesto tantissime volte, finché un’infermiera è entrata con un
bambino me l’ha dato in braccio e io non ho potuto più credere e
pensare ad altro che a lui. Ci siamo guardati negli occhi e io ero
meravigliata di aver fatto un bambino così bello. La sua testa era
molto rotonda e io e il suo papà lo chiamavamo pisellino come il
figlio di Olivia di Braccio di ferro.
Quando sono tornata a casa
dall’ospedale me lo hanno dato e pensavo che fosse incredibile il
fatto che questa cosa meravigliosa la potessi portare a casa con me, gratis, era mio, era il mio bambino.
Elia ha cominciato a parlare molto
presto e le maestre dell’asilo nido mi dicevano che era un bambino
speciale che avrebbe fatto grandi cose, ma io già lo sapevo che era
un bambino speciale e un giorno ho scritto una storiella su di lui
che si intitola “Bambino Magico” che adesso trascrivo:
BAMBINO MAGICO
Conosco un bambino che è magico, ha
gli occhi rosa, perché è innamorato.
Mi ha raccontato che prima non aveva le
mani, poi le ha comprate, ha scelto le più belle, le più bianche,
le ha pagate cento mila lire. Questo bambino fa delle magie molto
grandi a volte quando mi guarda negli occhi succede una magia.
Una grossa magia è che lui sa volare e
a volte mi dice “Su dai, sali, vola con me nel mio nido”
Lui mi ha raccontato che è un pittore, un Placerias pittore, la sua casa si chiama colore. Mi ha raccontato
che dentro la sua casa c’è il suo bambino, e anche il suo bambino
è pittore. Poi ha tentato di spiegarmi che c’è un colore che è
diverso, è liscio, e ha aggiunto “sentirai come è liscio”.
Io non capisco tutto quello che mi dice
perché è troppo magico per me.
Elia quando era piccolo mi stupiva
sempre con delle storie meravigliose, mi raccontava dei suoi voli,
del suo nido, e un giorno mi ha detto che mi avrebbe fatta volare, mi
avrebbe tagliato quelle brutte braccia che avevo e mi avrebbe
attaccato le ali per volare con lui.
Ancora adesso racconta delle storie
molto belle e mi fa vedere delle cose che io non vedo: palazzi che in
realtà possono diventare montagne, macchine che possono diventare
dinosauri, e molte altre cose.
A volte litighiamo molto, ma io so che
poi tutto tornerà come prima.
L’atro giorno mi ha detto che da
grande farà lo scrittore.
Un giorno siamo rimasti chiusi fuori di
casa ci siamo seduti sul gradino del portone a parlare e Meo ha
tentato di scappare allora lui ha inventato un titolo per un racconto
“Il gatto fuori dal cortile” e poi ha detto “dalle cose più
banali possono nascere dei racconti”.
Un giorno invece io e Andrea eravamo in
cucina a preparare da mangiare lui è entrato e ci ha detto “ho
inventato una barzelletta” adesso la scrivo:
“Una donna sposa uno scheletro, lo
scheletro dice alla moglie io farò tutto quello che vuoi ma l’unica
cosa che ti chiedo è di non prendere mai un cane”.
Questo libricino che ho scritto è per
te mio bambino adorato, ho scritto le cose più belle che ricordo, ma
sono solo alcune, perché altrimenti avrei dovuto scrivere un libro
molto grosso.
Ho pensato di farti questo regalo per
farti sapere che il 2 ottobre del 1997 è stato il giorno più bello
della mia vita perché sei nato tu, per farti sapere che sei la
persona più speciale della mia vita, e poi così non ci
dimentichiamo alcune cose che ogni tanto ci raccontiamo, un po’
come l’uomo dentro al tunnel del vento con una bocca molto grossa
che ci fa sempre ridere.
Questo libricino serve anche per
ricordarti che la cosa più importante è che sei una persona
speciale e non devi mai cercare di essere diverso da quello che sei,
e che io sarò sempre pronta ad aiutarti anche se sono una mamma un
po’ pasticciona.
Ti voglio tanto bene
La tua mamma pasticciona
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